
Siamo un collettivo di giovani sociologi:
studenti, precari della ricerca, disoccupati che viene
da diversi percorsi di militanza politica e studentesca
ed è accomunato dall’interesse per una
scienza sociale critica, che ricostruisca dalla parte
della classe lavoratrice il mondo della produzione del
nuovo secolo.
Siamo cioè un gruppo di militanti che crede nel
recupero del metodo dell’inchiesta lanciato da
alcune esperienze del movimento operaio, a partire dall'esempio
dei Quaderni Rossi, per proporre attraverso il punto
di vista dei lavoratori una prospettiva sindacale e
politica più avanzata.
La situazione è
oggi molto diversa, la gran parte dei -pur importantissimi-
conflitti che il mondo del lavoro esprime (quasi sempre
autonomamente attraverso il lavoro quotidiano dei suoi
delegati di base più combattivi) è di
resistenza e l’egemonia dell’idea della
forza lavoro come merce qualsiasi è penetrata
a fondo nel senso comune. Ciò nonostante noi
pensiamo che anche in questo contesto sia utile un lavoro
di ricostruzione dal basso dei vari pezzi del mondo
del lavoro sia nel lato oggettivo delle nuove condizioni
tecnologiche, normative e di mercato che dominano la
produzione capitalistica oggi, sia nel lato soggettivo
della percezione da parte del lavoratore del proprio
posto all’interno di questi meccanismi.
La
necessità di riprendere questo metodo nasce da
una constatazione di fatto e da un giudizio di valore.
La constatazione è che il mondo della produzione
è in costante trasformazione, ma l’allargamento
del mercato mondiale e della produzione, l’importanza
della finanza, e -per certi versi- le trasformazione
tecnologiche hanno accelerato moltissimo questa trasformazione
portando la classe operaia dell’Occidente a degli
scenari di frammentazione parzialmente inediti dove
convivono meccanismi di sfruttamento nuovi e vecchissimi. Non siamo noi a farci carico di spiegare
questa complessità, ma attraverso singole inchieste
vogliamo contribuire ad illuminare dei pezzetti spesso
poco indagati.
Il giudizio di valore è che la
svolta nelle relazioni sindacali affermatasi in Italia
con gli accordi del Luglio del ’93, ha sostanzialmente
accompagnato questo processo, rinunciando alla fine
alla legittimità stessa di un punto di vista
dei lavoratori alternativo e contrapposto a quello padronale.
Gli accordi del 2009 tra Confindustria, Cisl e Uil sono
solo l’ultimo passo di un sindacato senza conflitto
che era già iniziato negli anni ’90. Questo nostro giudizio pone ovviamente il problema della
nostra posizione sul mondo sindacale, uno dei soggetti
insieme ai lavoratori, con cui si costruiscono le ricerche
sul mondo del lavoro. Abbiamo e intendiamo sviluppare
relazioni con qualsiasi tipo di sinistra sindacale sia
confederale che appartenente ai sindacati di base, con
la sola pregiudiziale del rifiuto della concertazione
e della visione del sindacato complice.
Il termine “inchiesta”, per noi si configura
come metodo di ricostruzione dei cambiamenti del mondo
del lavoro dal punto di vista soggettivo di chi è
sfruttato, partendo dalla conoscenza e dalle esigenze
degli operai del proprio lavoro, collocandole in seguito
direttamente dentro l'organizzazione delle nostre ricerche.
Questo vuol dire non limitarsi ad interrogativi di ricerca
predefiniti, ma indagare almeno in prima istanza ciò
che è di interesse e di aiuto alle lotte.
Consapevoli delle trasformazioni all'interno del modo
di produzione, l'aggettivo “operaio” che
segue il termine inchiesta è da noi declinato
nel significato sintetizzatore di tutte le condizioni
di lavoro subordinato, in tutti i settori produttivi,
dal pubblico al privato. l'inchiesta nella declinazione
operaia vuole riprendere quindi l'esigenza di ricostruire
la vita dei lavoratori a partire dalle condizioni di
lavoro.
Volutamente, per adesso, non ci addentriamo nel dibattito
che concerne le pratiche, la storia e le idee che hanno
caratterizzato la dialettica sui modi e sulle valutazioni
politiche dell'inchiesta, che hanno dato vita a differenze
correnti politiche che tutt'ora agiscono da posizioni
differenti all'interno del movimento antagonista.
Questo sito è infatti il nostro piccolo contributo
alla ricostruzione di un conflitto operaio che riconquisti
a nome di tutti e tutte la propria autonomia contro
il capitale e contro il mercato, che è anche
l’unica idea degna capace di resuscitare la scienza
sociale italiana dall’abisso di servilismo, provincialismo
e tecnocrazia nella quale è caduta.
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