
Siamo un collettivo di giovani sociologi:
studenti, precari della ricerca, disoccupati che viene
da diversi percorsi di militanza politica e studentesca
ed è accomunato dall’interesse per una
scienza sociale critica, che ricostruisca dalla parte
della classe lavoratrice il mondo della produzione del
nuovo secolo.
Siamo cioè un gruppo di militanti che crede nel
recupero del metodo dell’inchiesta lanciato da
alcune esperienze del movimento operaio, a partire dall'esempio
dei Quaderni Rossi, per proporre attraverso il punto
di vista dei lavoratori una prospettiva sindacale e
politica più avanzata.
La situazione è
oggi molto diversa, la gran parte dei -pur importantissimi-
conflitti che il mondo del lavoro esprime (quasi sempre
autonomamente attraverso il lavoro quotidiano dei suoi
delegati di base più combattivi) è di
resistenza e l’egemonia dell’idea della
forza lavoro come merce qualsiasi è penetrata
a fondo nel senso comune. Ciò nonostante noi
pensiamo che anche in questo contesto sia utile un lavoro
di ricostruzione dal basso dei vari pezzi del mondo
del lavoro sia nel lato oggettivo delle nuove condizioni
tecnologiche, normative e di mercato che dominano la
produzione capitalistica oggi, sia nel lato soggettivo
della percezione da parte del lavoratore del proprio
posto all’interno di questi meccanismi.
La
necessità di riprendere questo metodo nasce da
una constatazione di fatto e da un giudizio di valore.
La constatazione è che il mondo della produzione
è in costante trasformazione, ma l’allargamento
del mercato mondiale e della produzione, l’importanza
della finanza, e -per certi versi- le trasformazione
tecnologiche hanno accelerato moltissimo questa trasformazione
portando la classe operaia dell’Occidente a degli
scenari di frammentazione parzialmente inediti dove
convivono meccanismi di sfruttamento nuovi e vecchissimi.
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